Fàbrica Ramis è un edificio legato al patrimonio industriale di Maiorca, che dopo un'attenta ristrutturazione ha aperto le porte per ospitare eventi aziendali, istituzionali e privati. L'emblematico edificio fu costruito alla fine degli anni Venti per ospitare una fabbrica tessile. Negli anni Sessanta fu acquistato dall'imprenditore Antoni Ramis Tortella, che lo trasformò in una fabbrica di pelli. Negli ultimi decenni è stato gestito da Francisco Ramis Obrador. Oggi la famiglia ha creato un centro che ospita ogni tipo di evento commerciale, sociale e culturale. L'edificio è composto da quattro magazzini di 1.000 metri quadrati ciascuno e da un cortile centrale di 300 metri quadrati di spazio verde con un orto biologico e un'esposizione della flora delle Isole Baleari. L'elemento più rilevante della Fàbrica resta la ciminiera alta 26 metri che si erge slanciata a testimonianza del passato industriale della città di Inca, strettamente legato al mondo del cuoio e delle calzature.
È il monumento più importante del patrimonio architettonico di Sineu. La vecchia chiesa fu vittima di un incendio nel 1505 e subito dopo iniziò la costruzione della nuova chiesa, anch'essa in stile gotico. Negli anni 1880 e 1881, questa nuova chiesa subì importanti lavori di ampliamento, tra i quali spiccano il nuovo chevet e il transetto, con un'imponente cupola a base ottagonale su trombe, che disegna un agile gioco di nervature a forma di stella. La facciata principale è in stile gotico austero e il coronamento ha la forma di una testata triangolare, con un'apertura dove un tempo c'era il campanile. La facciata laterale presenta un prospetto diviso in due sezioni. L'interno della chiesa ha una pianta a navata unica con transetto trasversale e cinque cappelle per lato. Il tetto della navata centrale presenta un soffitto a nervature. La chiesa è presieduta dall'immagine gotica della Vergine di Sineu, una delle cosiddette "vergini-sagre", opera di Gabriel Mòger del 1509. La quarta cappella a sinistra è la Capella Fonda, coperta da una cupola su pennacchi, che ospita l'impressionante pala d'altare barocca della Vergine di Rosal, datata 1672, con dipinti di Rafel Guitard. Chiusa per un periodo di 7 anni, la chiesa è stata ora completamente restaurata, sono state installate tutte le vetrate che mancavano e sono stati restaurati anche i pezzi dell'antica pala d'altare. Vale la pena ricordare che nella canonica della chiesa stessa è stato aperto un museo con un'importante collezione di bacini antichi.
L'Hospital de Sineu fu forse fondato intorno all'anno 1240 per concessione reale di Jaume I. Nel 1918 fu posata la prima pietra del manicomio che ha ospitato fino ad oggi. Attualmente è in programma la costruzione di un centro diurno. All'interno dell'Ospedale si trova l'Oratorio di San Giuseppe, originariamente dedicato a San Giorgio, fino al 1630, quando fu dedicato a San Giuseppe. All'interno si trovano numerosi pezzi di grande valore, tra cui un dipinto rinascimentale su tavola, raffigurante la Madre di Dio del Rosaio e del Sangue, (opera di Gaspar Gener), due acquasantiere, una con piedistallo e l'altra attaccata al muro; un gruppo scultoreo ligneo del XVII secolo che esce nelle processioni del Giovedì Santo e del Venerdì Santo e un altro gruppo scultoreo e scultura lignea del XVI secolo che sfila anch'esso durante la Settimana Santa.
Nel 2002, è stata rilevata dal Governo delle Isole Baleari per tutelarne i valori naturalistici, etnologici nonché gli scavi preistorici. Ubicata lungo il litorale del Comune di Santa Margalida, tra Can Picafort e Son Serra de Marina, i suoi 379 ha presentano elementi diversi che la rendono singolare e le conferiscono un valore straordinario. Oltre alla tradizionale attività agricola, attualmente di carattere biologico, vi si allevano anche animali da fattoria di razza autoctona. Varie costruzioni e attività estrattive evidenziano i valori etnologici della tenuta dal Medioevo ai giorni nostri, cui va aggiunta anche la forte presenza di resti archeologici di culture varie. La bellezza naturale della tenuta è garantita dai quasi 2.000 m di fascia litoranea che si snodano lungo la vasta costa vergine di questo scorcio di Maiorca. Il Governo delle Isole Baleari si è premurato di ottimizzarne gli elementi architettonici nonché di predisporre infrastrutture volte ad agevolarne la visita e il godimento dei visitatori, tra cui un ufficio aperto al pubblico con materiale illustrativo. La 'Fundación para el Desarrollo Sostenible de las Illes Balears' (Fondazione per lo sviluppo sostenibile delle Isole Baleari), che fa capo all'Assessorato al Turismo, è preposta alla gestione di questa tenuta pubblica.
La proprietà di Gabellí Petit è un incantevole scorcio nei pressi di Campanet abbellito regolarmente dal magnifico spettacolo del getto di acque sotterranee nel bel mezzo di un querceto rigoglioso Nel 2005, il Governo delle Isole Baleari rilevò, per il patrimonio pubblico, l'emblematica proprietà di Gabellí Petit di 44,91 ha dove si trovano Les Fonts Ufanes, dichiarate monumento naturale nel 2001. In genere, tale fenomeno si verifica al termine di un periodo di precipitazioni piovose più o meno intense che danno vita a un corso spontaneo l'acqua con una portata oscillante tra 3.000 e 100.000 l/sec. riconducibile alla saturazione degli strati impermeabili di argilla che impediscono la circolazione delle acque sotterranee e ne provocano la fuoriuscita in superficie. Tali acque vanno ad alimentare le falde acquifere locali (sa Pobla, Pollença, Campanet e Búger) e il parco naturalistico della Albufera. È previsto l'inserimento della proprietà nel futuro spazio naturalistico della sierra di Tramuntana avete attualmente un'area pari a 62.677 ha.
Planícia è un proprietà terriera in uno spazio paesaggistico e naturale di grande valore. Dal 17 febbraio 2009, Planícia fa parte degli spazi pubblici delle Isole Baleari. Posta a sud-ovest dell'Isola di Maiorca, date le sue dimensioni, 445 ettari, costituisce il 25% della superficie complessiva del Comune di Banyalbufar. Contraddistinta da un'orografia che va dalle coste frastagliate alla vetta di sa Mola de Planícia (934 m.), tra i suoi valori naturali spiccano i querceti, le pinete e la fauna associata. La produzione agricola di questa possessió (nome dato sull'isola alle grandi proprietà rurali) di Maiorca era imperniata sull'attività oleicola, ragion per cui spiccano anche la coltivazione dell'ulivo e il frantoio di grandi proporzioni. Altri elementi piuttosto diffusi sono i forni per la produzione della calce e i rotlles de sitges impiegati in passato nella produzione di carbone di legna di quercia. I sentieri che l'attraversano sono ideali per la pratica del trekking in quanto si snodano in placidi paesaggi di enorme bellezza. Planícia si trova lungo l'itinerario GR-221, denominato 'Ruta de la Pedra en Sec' (itinerario della pietra a secco), che percorre la 'Serra de Tramuntana' da nord a sud. Il Governo delle Isole Baleari, tramite l'Assessorato all'Ambiente, e il Governo spagnolo si sono adoperati per porre tale spazio naturale al servizio dei cittadini.
Il Parco Nazionale Marittimo-Terrestre di Cabrera conta un centro studi presso la Colònia de Sant Jordi, nel Comune di Ses Salines. Anche se dal punto amministrativo, il sub-arcipelago di Cabrera appartiene al Comune di Palma, per la sua vicinanza geografica alla Colònia de Sant Jordi era logico stabilire qui il centro studi del parco anche perché le imbarcazioni che fanno rotta sul parco salpano dalla zona meridionale di Maiorca (Portopetro e Colònia de Sant Jordi). I visitatori potranno ammirarvi, di persona, le ricchezze naturali che rendono meritevole della massima tutela questo territorio insulare. Data la fragilità dell'ambiente circostante il parco e onde non perturbare la tranquillità delle varie specie che vi abitano, se ne può visitare soltanto una zona delimitata nelle immediate vicinanze del porto di Cabrera. Per tale ragione, questo centro è una buona opportunità per documentarsi e capirne al meglio i valori. Gli acquari consentono di ammirare le varie specie rinvenibili nelle acque che lo cingono mentre un'altra sezione ci mostra l'habitat terrestre. I contenuti si rifanno alla storia e alla cultura mediterranee e sono esposti all'interno di alcune strutture il cui edificio principale si richiama a un 'talayot', costruzione megalitica presente sulle isole di Maiorca e Minorca.
S'Albufereta è il luogo ideale per il bird-watching in tutto l'arco dell'anno, dato che conta 196 delle 325 specie catalogate alle Baleari. Con un'avifauna strettamente imparentata con s'Albufera di Maiorca, è una zona di nidificazione di specie pregiate quali il pollo sultano (Porphyrio porphyrio), il falco di palude (Circus aeruginosus), il cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus), la cutrettola (Motacilla flava) e il forapaglie castagnolo (Acrocephalus melanopogon) nonché altre più comuni quali il tuffetto (Tachybaptus ruficollis), la folaga (Fulica atra) e la gallinella d'acqua (Gallinula chloropus). È luogo essenziale per il riposo e l'alimentazione di uccelli migratori nelle migrazioni primaverili e autunnali nonché luogo di soggiorno, nel periodo invernale, degli uccelli provenienti dall'Europa settentrionale. Nella zona umida, sono chiaramente identificabili tre aree: una fascia litoranea sabbiosa, larga dai 50 ai 100 m, la zona inondata, con canali e laghi (i due laghi di s'Albufereta, quasi permanenti, e sa Barcassa, un lago salino, in piena in inverno) e zone a inondazione sporadica in cui fa spicco il bosco di tamarindi di maggior rilievo delle Baleari, formato da Tamarix gallica e Tamarix canariensis. Gli studi condotti sulla vegetazione indicano la presenza nella riserva naturale di s'Albufereta di 349 specie, tra cui 6 sono endemiche, 3 specie ovvero il giglio marino (Pancratium maritimum), la palma nana (Chamaerops humilis) e il mirto (Myrtus communis) sono protette a livello regionale, 1 genere (Tamarix) e 1 famiglia (Orchidiaceae).
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